Mi dispiace ma no, il problema non e il Saguaro, sei tu che ti aspettavi un parco divertimenti. Un deserto e lento per definizione. Se volevi adrenalina ogni cinque minuti dovevi andare a Gardaland.
Sei l'unica persona al mondo che ama i cactus? Allora il Saguaro fa per te!
Il Saguaro National Park è in pratica diverse ore passate a guidare in giro per guardare una pianta estremamente testarda. Testarda al punto di sopravvivere dove le piante non sopravvivono e dove gli umani non dovrebbero proprio pensare di vivere. Ma questo vale per tutta l'Arizona. E va detto, i saguari sono impressionanti. Sono enormi. Alcuni hanno duecento anni. Ma alla fine il cervello inizia a catalogarli tutti nella stessa cartella mentale intitolata "cactus grosso". Guarda, è un cactus. S
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Mi dispiace ma no, il problema non e il Saguaro, sei tu che ti aspettavi un parco divertimenti. Un deserto e lento per definizione. Se volevi adrenalina ogni cinque minuti dovevi andare a Gardaland.
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Il Saguaro National Park è in pratica diverse ore passate a guidare in giro per guardare una pianta estremamente testarda. Testarda al punto di sopravvivere dove le piante non sopravvivono e dove gli umani non dovrebbero proprio pensare di vivere. Ma questo vale per tutta l'Arizona.
E va detto, i saguari sono impressionanti. Sono enormi. Alcuni hanno duecento anni. Ma alla fine il cervello inizia a catalogarli tutti nella stessa cartella mentale intitolata "cactus grosso". Guarda, è un cactus. Solo grosso e un po' strano
"Questo ha due braccia."
"Questo ha tre braccia."
"Questo è storto... wow!"
"Oh, anche questo è storto!"
"Allora, a che ora torniamo in hotel?"
A un certo punto ti rendi conto che tutta l'esperienza del parco si riduce ad assegnare personalità a delle verdure. Il deserto in sé è bellissimo, in quel modo aspro tipico dell'Arizona dove ogni cosa sembra al tempo stesso morta e perfettamente pronta a ucciderti, e a certa gente questo piace. Non so, io amo la vita. Ogni pianta sembra ricoperta di spine, veleno o profondo rancore personale. Persino l'aria sembra tagliente.
E il caldo ha una qualità unicamente offensiva. Non il caldo umido e sudaticcio, ma caldo secco, caldo da forno. Non riesci nemmeno a sudare perché evapora appena lascia la pelle. Un caldo che fa sembrare il volante un oggetto che non era mai stato pensato per essere toccato.
C'è anche qualcosa di molto buffo nel modo in cui la gente fotografa i cactus con tanta serietà. Vedi visitatori accovacciarsi in pose drammatiche al tramonto, nel tentativo di catturare la complessità emotiva di quello che in fondo è solo un enorme tubo spinoso.
I tramonti, lì, sono davvero pazzeschi. Il cielo si tinge di arancione e viola, le sagome dei saguari si allungano sul deserto e all'improvviso tutto il paesaggio inizia a sembrare l'inquadratura d'apertura di un vecchio western in cui muoiono tutti coperti di polvere. Il problema è che dopo un po' hai più o meno... già visto il cactus.
Thoughts
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PermalinkMi dispiace ma no, il problema non e il Saguaro, sei tu che ti aspettavi un parco divertimenti. Un deserto e lento per definizione. Se volevi adrenalina ogni cinque minuti dovevi andare a Gardaland.
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Permalink"a che ora torniamo in hotel" mi ha distrutto
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PermalinkIl punto e proprio che ti annoi dopo il sesto saguaro. Quei cactus impiegano decenni a far spuntare il primo braccio e alcuni superano i 150-200 anni. Non stai guardando una pianta, stai guardando una linea temporale piu lunga della tua famiglia. Se ti sembrano tutti uguali il problema non e il deserto.
E i fiori si aprono solo per una notte. Capisco che in macchina al caldo non venga voglia di emozionarsi, ma li hai catalogati tutti come "cactus grosso" prima ancora di guardarli.
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Permalink"Il deserto sembra morto e pronto a ucciderti." Si, e quella la parte rilassante. Aspetta di scoprire cosa fa il caldo secco al cervello dopo le tre del pomeriggio.
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PermalinkHai guidato per ore per assegnare un nome a delle verdure spinose. Onestamente e la cosa piu beige che abbia mai letto, e io di beige me ne intendo.